mercoledì 26 settembre 2007

Le ragioni di una carpa che ragiona sulle 'Ragioni di un'aragosta'

Questo dovrebbe essere un post da spedire al blog di Sabina Guzzanti
ma sono colta da un improvviso attacco di codardia comunicativa.
Così mi rintano nella cuccia delle Cosmeticomiche ed esprimo da qui il mio commento, sempre ricordando che scrivo da una biblioteca e il mio tempo ad un certo punto scadrà. Magari uso la forma di lettera così poi copio e incollo anche sul blog della Sabina.

Cara Sabina, il tuo film mi ha lasciato senza parole. O meglio, l'ho trovato, in due parole, senza senso.
Mi sento molto in colpa a dirlo perché ti trovo splendida nel tuo talento di imitatrice/creatrice di personaggi/denunciatrice. Non ho però colto niente di significativo in queste 'Ragioni dell'aragosta', se non un nostalgico amarcord dei tempi che furono, tempi irripetibili non è ben chiaro se per ragioni di censura o di mancanza di idee/ispirazioni. Fammi ragionare mentre scrivo, che poi è un ottimo modo per ragionare: tu riunisci nella casa sarda di Pierfrancesco Loche il gruppo di attori storici di 'Avanzi', e cosa fai? Ci intrattieni con le paranoie/le crisi/i ricordi di ciascuno, senza farci approdare da nessuna parte. Capisco che è importante il viaggio, il cammino ecc.: da Coelho a Max Pezzali, sono tutti d'accordo. Ma se uno, e tu nello specifico, ci puoi comunicare qualcosa di forte attraverso lo strumento della parodia comica, perché abdicare totalmente a favore di un racconto che non sembra coinvolgere nel profondo né pescatori né attori né aragoste?

Mi sa che mi fermo qua, mezza intimidita dal coro di applausi che hanno accolto il film e mezza confusa dal sentirmi ancora più isolata di un'isola bellissima come la Sardegna.

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