'Ala al-Aswani è un medico e scrittore egiziano che ha previsto e poi raccontato la rivoluzione del 25 gennaio 2011 in piazza Tahrir.
Sabato scorso ha ricevuto a Udine il premio Terzani.
C'ero anch'io. E, come una forsennata, ho preso appunti perché certe cose mi ricordavano tanto l'Italia.
Se l'argomento vi interessa, leggetevi il pezzo che ho scritto per www.laeco.it.
venerdì 11 maggio 2012
Tweet! Tweet!
Gli uccellini cinguettano che è una meraviglia,
nel silenzio della natura si sentono distintamente,
ed improvvisamente si svuota la mente.
Voglio imparare i versi degli uccelli,
e buttar via nel mare tutti gli inutili orpelli
che ci offre la tecnologia
per privarci della magia.
La magia della natura che cura,
la magia del cielo stellato,
la magia di un vero gelato.
Via, via, sciò sciò,
tweet! tweet!
Nessun twitter né facebook mi avrà mai,
se prima non avrò trovato il tempo
per distendermi su un prato a guardare
le nuvole.
nel silenzio della natura si sentono distintamente,
ed improvvisamente si svuota la mente.
Voglio imparare i versi degli uccelli,
e buttar via nel mare tutti gli inutili orpelli
che ci offre la tecnologia
per privarci della magia.
La magia della natura che cura,
la magia del cielo stellato,
la magia di un vero gelato.
Via, via, sciò sciò,
tweet! tweet!
Nessun twitter né facebook mi avrà mai,
se prima non avrò trovato il tempo
per distendermi su un prato a guardare
le nuvole.
giovedì 10 maggio 2012
Stranieritudini poetiche e caprine
Lunedì prossimo 14 maggio,
'Stranieritudini' speciali per il Festival internazionale
'Palabra en el mundo': le parole si rincorreranno nell'etere
parlando spagnolo, argentino, friulano, e forse anche un po'
greco e francese.
In studio l'artista argentina Marìa Sanchez Puyade,
che si è inventata la manifestazione 'Sopra l'autobus la capra
recita'. Con lei la cantante di sangue misto Irene Brigitte
(da citare anche al contrario come Brigitte Irene).
Numerose capre si sintonizzeranno per l'occasione.
Spero di sentire anche voi.
Se il leone ruggisce,
il topo squittisce,
la capra cosa fa?
Caprisce.
E lo caprisce solo lei.
Alle 13.30 su Radio1, frequenze regionali ascoltabili solo nel
Friuli-Venezia Giulia.
Roba per gente selezionatissima.
'Stranieritudini' speciali per il Festival internazionale
'Palabra en el mundo': le parole si rincorreranno nell'etere
parlando spagnolo, argentino, friulano, e forse anche un po'
greco e francese.
In studio l'artista argentina Marìa Sanchez Puyade,
che si è inventata la manifestazione 'Sopra l'autobus la capra
recita'. Con lei la cantante di sangue misto Irene Brigitte
(da citare anche al contrario come Brigitte Irene).
Numerose capre si sintonizzeranno per l'occasione.
Spero di sentire anche voi.
Se il leone ruggisce,
il topo squittisce,
la capra cosa fa?
Caprisce.
E lo caprisce solo lei.
Alle 13.30 su Radio1, frequenze regionali ascoltabili solo nel
Friuli-Venezia Giulia.
Roba per gente selezionatissima.
Non farlo
Quando vengo a Trieste, la prima cosa che mi colpisce sono i manifesti pubblicitari di prevenzione dei suicidi. Che sia estate, inverno, tempo di crisi o di gioie, qui c'è sempre qualcuno che ha voglia di farla finita. Almeno a giudicare da questi posteroni che si presentano come un enorme maglione Missoni: coloratissimi, ma con al centro la scritta 'Non farlo'.
L'ultima versione dei manifesti anti-suicidio è semplice: quadratoni colorati uno vicino all'altro e un numero di telefono. Qualche estate fa, invece, in ogni quadratone c'era scritto un buon motivo per cui non valeva la pena di chiudere con la vita. Ad esempio:
- perché la cioccolata è buona
- perché i tigli hanno un buon odore
- perché tutti sbagliamo
- perché ricomincia da ora
- perché non so che torta vuoi per il tuo compleanno
- perché l'inverno si trasforma sempre in primavera
- perché i desideri si realizzano
- perché più buia è la notte, più vicina è l'alba
- perché...se pol! (e a Trieste questo suona davvero come un miracolo)
Non è chiaro se dopo aver scritto queste tante buone ragioni per non farlo
ci sia stato in realtà un aumento dei suicidi. Può essere.
Fatto sta che adesso le scritte non ci sono più, e le buone ragioni tocca
trovarle da soli.
Scrivono gli inventori di questa campagna di prevenzione della rinuncia alla vita
che "il suicidio è un problema di mancanza di speranza".
Speranza: per risolvere la crisi è proprio da questa parola che si dovrebbe partire. Azzerare i conti, condonare i debiti, ripromettersi e giurarsi in tutte le lingue che i giornali non parleranno più soltanto di numeri ed economie, e nemmeno di mafie e corruzioni, e di omicidi e di cronaca nera.
La campagna di prevenzione dei suicidi forse dovrebbe iniziare proprio da qui.
Certo, ci vorrebbe anche un altro Paese. Un anti-Paese?
L'ultima versione dei manifesti anti-suicidio è semplice: quadratoni colorati uno vicino all'altro e un numero di telefono. Qualche estate fa, invece, in ogni quadratone c'era scritto un buon motivo per cui non valeva la pena di chiudere con la vita. Ad esempio:
- perché la cioccolata è buona
- perché i tigli hanno un buon odore
- perché tutti sbagliamo
- perché ricomincia da ora
- perché non so che torta vuoi per il tuo compleanno
- perché l'inverno si trasforma sempre in primavera
- perché i desideri si realizzano
- perché più buia è la notte, più vicina è l'alba
- perché...se pol! (e a Trieste questo suona davvero come un miracolo)
Non è chiaro se dopo aver scritto queste tante buone ragioni per non farlo
ci sia stato in realtà un aumento dei suicidi. Può essere.
Fatto sta che adesso le scritte non ci sono più, e le buone ragioni tocca
trovarle da soli.
Scrivono gli inventori di questa campagna di prevenzione della rinuncia alla vita
che "il suicidio è un problema di mancanza di speranza".
Speranza: per risolvere la crisi è proprio da questa parola che si dovrebbe partire. Azzerare i conti, condonare i debiti, ripromettersi e giurarsi in tutte le lingue che i giornali non parleranno più soltanto di numeri ed economie, e nemmeno di mafie e corruzioni, e di omicidi e di cronaca nera.
La campagna di prevenzione dei suicidi forse dovrebbe iniziare proprio da qui.
Certo, ci vorrebbe anche un altro Paese. Un anti-Paese?
mercoledì 9 maggio 2012
Scusate
Scusate, amici, c'è qualcosa che non va.
Chi lavora soffoca per il troppo lavoro,
chi non lavora anela a lavorare ma a mantenere un briciolo di libertà,
chi lavora si annoia e fuma tante sigarette per far passare il tempo,
chi non lavora si angoscia perché domani non sa che cosa farà,
chi lavora gli viene un esaurimento nervoso da lavoro troppo indeterminato,
chi non lavora coltiva spazi vuoti ma dentro gli cresce un'ansia indeterminata,
chi lavora si frustra, si arrabbia, invidia, inghiotte, si stanca, si stressa, si sfibra,
chi non lavora si arrabatta, si accontenta, inghiotte, si stanca, si stressa, si sfibra.
Qualcosa di comune in fondo ce l'ha chi lavora e chi non lavora.
Chi lavora soffoca per il troppo lavoro,
chi non lavora anela a lavorare ma a mantenere un briciolo di libertà,
chi lavora si annoia e fuma tante sigarette per far passare il tempo,
chi non lavora si angoscia perché domani non sa che cosa farà,
chi lavora gli viene un esaurimento nervoso da lavoro troppo indeterminato,
chi non lavora coltiva spazi vuoti ma dentro gli cresce un'ansia indeterminata,
chi lavora si frustra, si arrabbia, invidia, inghiotte, si stanca, si stressa, si sfibra,
chi non lavora si arrabatta, si accontenta, inghiotte, si stanca, si stressa, si sfibra.
Qualcosa di comune in fondo ce l'ha chi lavora e chi non lavora.
Anti-lavoro
Nell'era dell'anti-politica
pullulavano gli anti-lavori: coltivare rose e tulipani,
cucinare pasticci di melanzane,
fare i mediatori umani nelle relazioni di coppia.
Gli anti-lavori erano i lavori che nessuno aveva mai considerato
perché troppo vicini alla vita reale,
troppo pericolosamente manuali
e pratici. Umani, troppo umani.
Gli anti-lavoratori si sentivano rappresentati dagli anti-politici
perché questi ultimi, come loro,
erano persone in carne ed ossa, che era possibile
incontrare per la strada, al mercato,
sul treno o sull'autobus.
E crebbe così un anti-Paese, che finì per scalzare
il Paese che si credeva tale ma in realtà
era soltanto un sondaggio di opinione.
pullulavano gli anti-lavori: coltivare rose e tulipani,
cucinare pasticci di melanzane,
fare i mediatori umani nelle relazioni di coppia.
Gli anti-lavori erano i lavori che nessuno aveva mai considerato
perché troppo vicini alla vita reale,
troppo pericolosamente manuali
e pratici. Umani, troppo umani.
Gli anti-lavoratori si sentivano rappresentati dagli anti-politici
perché questi ultimi, come loro,
erano persone in carne ed ossa, che era possibile
incontrare per la strada, al mercato,
sul treno o sull'autobus.
E crebbe così un anti-Paese, che finì per scalzare
il Paese che si credeva tale ma in realtà
era soltanto un sondaggio di opinione.
venerdì 4 maggio 2012
Brava Zhao Tao!
La giovane cinese Zhao Tao si è aggiudicata oggi il premio come migliore attrice protagonista per il suo ruolo nel film di Andrea Segre 'Io sono Li'.
E' la prima volta che un'attrice straniera vince questo italianissimo premio, e forse è un segno che il nostro Paese sta allargando lo sguardo. Almeno nel cinema.
Ieri l'avevo incontrata per farle un'intervista che è stata pubblicata oggi sul 'Piccolo', e poi anche su www.laeco.it.
Lecosmeticomiche si rallegrano!
PS: siamo anche sul portale di AgiChina!
E' la prima volta che un'attrice straniera vince questo italianissimo premio, e forse è un segno che il nostro Paese sta allargando lo sguardo. Almeno nel cinema.
Ieri l'avevo incontrata per farle un'intervista che è stata pubblicata oggi sul 'Piccolo', e poi anche su www.laeco.it.
Lecosmeticomiche si rallegrano!
PS: siamo anche sul portale di AgiChina!
martedì 1 maggio 2012
Senza fili
Internet a Roma io ce l'ho senza fili.
No, no, fanno cip-cip naturalmente,
Dimentico i dolori,
La pace del silenzio
Mi basta aprire la finestra e son connessa
al social network condominiale.
C'è la vecchia che ascolta il rosario,
c'è il cane Agostino che abbaia un tantino,
ci son gli uccellini che fanno cip-cip.
No, no, fanno cip-cip naturalmente,
non hanno nessun chip incorporato,
figurati.
I cip-cip degli uccellini son tutt'altra cosa,
ed io ascoltandoli mi apro come una rosa.
Dimentico i dolori,
dimentico i veleni,
dimentico l'umano affanno,
e gusto la pace.
La pace del silenzio
e della solitudine,
che è forse anche lei una stranieritudine.
Ma almeno il primo maggio,
su coraggio,
possiamo farci un omaggio?
Del lavoro non voglio essere
un ostaggio.
sabato 28 aprile 2012
domenica 22 aprile 2012
Stranieritudini 2
Oggi sul 'Piccolo' di Trieste c'era un mio pezzo sul casting per comparse
nel prossimo film di Giuseppe Tornatore, che verrà
in parte girato anche nella terra di Svevo&Joyce.
In poche ore ho visto arrivare indiani, cinesi, senegalesi, turchi, ivi incluso
un curdo turco, e con loro triestini purosangue e pure una friulano-canadese.
In quel porto di mare mi sono sentita a casa.
nel prossimo film di Giuseppe Tornatore, che verrà
in parte girato anche nella terra di Svevo&Joyce.
In poche ore ho visto arrivare indiani, cinesi, senegalesi, turchi, ivi incluso
un curdo turco, e con loro triestini purosangue e pure una friulano-canadese.
In quel porto di mare mi sono sentita a casa.
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